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Abbia o meno ragione Roberto Saviano quel che è certo è che l’ultimo report sulle infiltrazioni mafiose nella Repubblica di San Marino redatto dalla Fondazione Caponnetto, parla di oltre una ventina di famiglie mafiose legate a clan italiani e stranieri, tracciate sul Titano.

Ecco il report:

INDICE

PREMESSA

1. Importanza geopolitica del Titano…….………………………………………………. p. 4

2. Come affrontare il fenomeno della criminalità organizzata……………………… p. 4

3. Elenco delle operazioni che in modo diretto o  indiretto hanno  riguardato
San Marino…………….…………………………………………………………………….. p. 5

4. Studio sulla situazione attuale della criminalità organizzata a San Marino…….p.10

5. Analisi di come la Repubblica di San Marino viene percepita all’estero rispetto
ai fenomeni legati alla criminalità organizzata…………………………………….p. 12

CONCLUSIONI…………………………………………………………………………………………………p. 15

PREMESSA

Ponendosi in continuità con le analisi degli ultimi dieci anni, il Rapporto 2016 della Fondazione Antonino Caponnetto si occupa della situazione esistente all’interno del Titano.

Quest’anno abbiamo deciso di trattare in modo esclusivo la situazione della Repubblica di San Marino, già stata oggetto di un nostro precedente Rapporto citato dalla DIA nella relazione del 1° sem. 2015 sulle infiltrazioni criminali nel territorio.

Lo studio che segue tiene conto anche dei cosiddetti reati spia, come la corruzione e la frode, che aiutano in modo diretto e/o indiretto le forme criminali organizzate.

1. Importanza geopolitica del Titano

In un’ottica globale le organizzazioni criminali organizzate si muovono sempre di più in maniera dinamica tra loro, creando vere e proprie reti di interessi trasversali. Una visione moderna del fenomeno non può non prescindere dal leggere la mafia in senso stretto anche come criminalità organizzata. Fuori dal loro territorio di origine le forme mafiose assumono infatti forme e comportamenti mutevoli: per confrontarsi e combatterle occorre partire da alcune dinamiche e considerazioni geopolitiche.

Inserita nella penisola italiana, la Repubblica del Titano rientra nella macro area del Mediterraneo. Oltre a 11 forme mafiose e/o criminali italiane, nel nostro paese ne sono presenti circa 13/14 straniere. Molte di queste sono rintracciabili nell’area geografica della Romagna. San Marino confina con la Provincia di Rimini. Si ricordi che Rimini ha uno sbocco sul mare e un aeroporto che guardano ad est. I Balcani sono posizionati grosso modo di fronte. Il mar Adriatico, come ha mostrato l’operazione Ellenika, che ha riguardato quell’area, è oggi oggetto di traffici di vario tipo. Il sistema economico florido, e le differenti regole fiscali – tipiche di quasi tutti i piccoli stati – hanno sicuramente attratto anche a San Marino le organizzazioni criminali interessate ad investire e riciclare i propri denari. Le nuove regole approvate nella Repubblica rendono più difficili operazioni simili, ma al momento l’attrattiva geopolitica per le organizzazioni criminali permane in tutta l’area della Romagna. Sebbene San Marino non possa essere considerata una terra di mafia (culturalmente e socialmente non ha dato i natali a nessuna forma mafiosa) come nei territori limitrofi esiste una presenza mafiosa e/o criminale organizzata, che sebbene non controlli il territorio non va in alcun modo sottovalutata.

2. Come affrontare il fenomeno della criminalità organizzata

La Fondazione Caponnetto frequenta il territorio sammarinese dal 2007, anno in cui, a dire il vero, parlare di mafia in presenza di una classe politica e di un tessuto sociale non avvezzi al tema era abbastanza singolare. Negli ultimi anni si è sviluppata di sicuro una maggior sensibilità nell’affrontare l’argomento, ma resta importante non cadere in alcuni luoghi comuni che ovunque persistono, vediamo quali:

1) qui la mafia non esiste. Oramai è stato appurato il contrario, ma fino al maxiprocesso del 1986 del giudice Caponnetto era il più diffuso
2) se esiste, la mafia è puramente un fenomeno criminale. Un luogo comune che ritroviamo ancora e talvolta favorisce la sottovalutazione del problema: se fosse un puro e semplice fenomeno criminale la mafia sarebbe stata già debellata da tempo
3) si ammazzano tra di loro, a noi non interessa. Errato. Quando c’è una guerra di mafia chi rimane vivo rafforza il proprio gruppo e i problemi aumentano
4) di mafia non bisogna parlare perché si rovina la reputazione di un territorio. Errore gravissimo, che tuttora persiste in quasi tutto il nord e in parte del centro e del sud del paese: non parlare della mafia significa aiutare la sua espansione
5) teoria dell’isola felice. Non esistono luoghi nel nostro paese e in Europa dove la mafia in qualche sua forma non sia presente. Questo errore di valutazione persiste specialmente nel centro nord
6) la mafia nasce dalla povertà. Al contrario, la mafia nasce nei territori potenzialmente ricchi e li rende poveri. In Sicilia Cosa Nostra ha iniziato nella conca d’oro con il traffico di limoni
7) teoria della totale sconfitta dopo gli ultimi arresti. Errore strategico, già commesso nel 1996. Mai vendere prima della sua morte la pelle dell’orso
8) la mafia una volta era buona. Falso non lo è mai stata
9) di mafia straniera non bisogna parlare perché si rischia il razzismo. Errore grave perché parlarne significa aiutare gli stranieri onesti
10) non si fanno passi avanti. Falso. In Italia ne sono stati fatti molti. Ma ancora non bastano in quanto bisogna agire sul piano internazionale: in Europa la situazione è peggiore
11) ci prendiamo solo i soldi del riciclo dei mafiosi. Tanto i mafiosi non arrivano. Falso. I mafiosi dopo arrivano
12) la mafia è invincibile. Non è vero. I danni che ha subito sono notevoli
13) la mafia dà lavoro. Falso. Se fosse vero Reggio Calabria, Palermo e Napoli non avrebbero disoccupati, anche se in determinate situazioni l’unico lavoro possibile sembra essere quello offerto dai mafiosi.

La mafia è un virus. Un virus mutante. Superare i luoghi comuni è come un vaccino, e rappresenta il primo passo per sconfiggerla.

3. Elenco delle operazioni che in modo diretto o indiretto hanno riguardato San Marino

Le operazioni che recentemente hanno riguardato la Repubblica di San Marino sono essenzialmente di tre tipi:

1)quelle in cui è stata riscontrata la presenza di clan mafiosi e/o criminali organizzati
2) quelle in cui si è sentito l’odore delle organizzazioni criminali, ma in cui occorre aspettare per verificare se è vero
3) quelle che riguardano i cosiddetti reati spia, reati che spesso vengono commessi anche dalle organizzazioni criminali organizzate e che devono farci alzare la guardia anche se non sempre le vedono coinvolte.

Nella prima tipologia rientrano sicuramente l’operazione Vulcano 1 e Vulcano 2 del 2012, che hanno riscontrato sul territorio della Romagna e di San Marino la presenza di alcuni clan riconducibili nei loro territori di origine a forme mafiose. In particolare i clan campani dei Vallefuoco, Mariniello, Stolder, Sacco-Bocchetti-Cesarano, Schiavone ed il clan siciliano dei Fidanzati.
L’operazione si è intrecciata con la Mirror del 2013, che ha riguardato il clan Vallefuoco per l’acquisizione di un albergo a Rimini. Nello scorso mese d’ottobre il quadro di accusa che prevedeva la presenza mafiosa ha avuto un ulteriore riscontro. E’ altamente probabile che per il riciclaggio i gruppi coinvolti guardassero a San Marino.
Sempre in tale tipologia rientrano le operazioni avvenute nel 2013 Titano e Titano 2, che ha portato a complessivi 39 arresti di persone gravitanti attorno ai clan dei casalesi – ceppo Schiavone – e in cui hanno collaborato Italia e San Marino.
Relativamente al filone denominato Project delle truffe telefoniche fatte agli operatori italiani si segnala la presenza del clan campano Di Lauro.
San Marino è stata lambita nel 2012 da un’operazione denonimata Baccus riguardante una società foggiana che riciclava denaro sporco nel settore delle imprese vinicole.
Nel 2013 la gendarmeria ha contribuito a far interrompere un traffico di armi verso Bari che interessava probabilmente la camorra barese.
La mafia siciliana degli stiddari risulta presente in una operazione del 2013 denominata Deutsch Galaxy 2, che ha visto il sequestro di beni e di denaro in Italia, Francia e San Marino.
In questa tipologia rientra anche la grossa operazione Money 2 Money, che ha intercettato un’ampia movimentazione di denaro tra Italia e Cina. L’inchiesta si è conclusa nel luglio 2013 e non sono stati riscontrati reati da parte di cittadini sammarinesi. Ma vista l’importanza che ha rivestito – ad avviso della Fondazione Caponnetto essa riguarda la nuova mafia economica cinese – è comunque utile rammentarla in quanto una simile forma mafiosa è naturalmente attratta da San Marino e va attentamente monitorata.
Si segnala invece la presenza della ‘ndrangheta nell’operazione Decollo Money e successive. In tale caso risulta presente il narcos della famiglia Mancuso Vincenzo Barbieri, ucciso in Calabria nel 2011, che aveva una parte di fondi depositati sul Titano riciclandoli nel Credito Sammarinese.
Un occhio d’attenzione merita anche l’operazione Wind Farm del 2013 che ha riguardato un importante investimento nel settore dell’eolico, si presume da parte di clan della ‘ndrangheta che si rifanno alla ‘ndrina degli Arena. Anche questa situazione ha visto una collaborazione tra gli stati, e il districarsi di una difficile ricerca di società e di fondi tra San Marino, Italia, Svizzera e Germania. Su questa operazione occorre attendere la conclusione dei procedimenti in corso prima di trarre giudizi affrettati. Lo scorso 31.7.2013 il parco eolico è stato di nuovo sequestrato. Recentemente su tale caso sono state effettuate perquisizioni in Germania.
Il territorio sammarinese ha attirato anche sul finire del 2012 una presenza da non sottovalutare, quella dei narcos che lì hanno riciclato il denaro proveniente dalla droga. Si segnala in particolare l’operazione Pollicino, che ha evidenziato la presenza di soggetti che trafficavano dalla Colombia passando dalla Spagna per finire al porto di La Spezia con i loro proventi nascosti in Svizzera e appunto a  San Marino. Una vera organizzazione facente capo a dei calabresi della locride residenti in Lombardia (gruppo Giovinazzo).
Nel mese di marzo 2014 veniva effettuata in Brianza dalle parti di Seveso un’operazione che smantellava una organizzazione ‘ndranghetista che si rifaceva ad un boss, tale Pensabene, che aveva organizzato una sorta di banca alternativa in collaborazione con dei colletti bianchi corrotti tra cui un funzionario delle poste italiane. I soldi di tale sodalizio transitavano poi in Svizzera e a San Marino.
Nel mese di ottobre 2014 l’operazione della Dia di Trapani – che ha portato in Italia al sequestro di beni per oltre 450 milioni di euro – passa in modo capillare anche dal territorio del Titano, numerosissime sono le operazioni immobiliari che sono state fatte ed il gruppo di cosa nostra presente è quello collegato sia a Guttadauro per Palermo che a Messina Denaro per Castelvetrano, un ceppo mafioso di primissimo livello. Allo scopo era stata creata la Compagnia immobiliare del Titano.
Nel mese di dicembre 2014 l’operazione della procura di Roma diretta da Pignatone e Prestipino e condotta dai Ros denominata Mafia Capitale lambisce San Marino, la cui società Fidens Project spa è più volte nominata negli atti.
Nel mese di gennaio 2015 all’interno dell’operazione Aemilia è stata riscontrata la presenza economica della ‘ndrangheta dei Grande Aracri di Cutro anche a San Marino, Austria e Germania.
Nel mese di giugno 2015 ha destato interesse una frode carosello che dalle prime indagini sembra coinvolgere il clan Mazzarella, storico gruppo camorrista.
Nel giugno 2015 è arrivata la condanna per lady narcos, collegata ai trafficanti spagnoli.
Nel mese di giugno 2015 è emerso un collegamento con la banca della ‘ndrangheta di Desio e la mafia cinese (operazione Tibet) coinvolti nel caso finproject / conto Mazzini.
Nel mese di settembre del 2015 è stata collegata una evasione fiscale avvenuta in Italia con i fondi che si trovano a San Marino che riguarda il clan Zaza della camorra ed esponenti della vecchia banda della Magliana. L’indagine è condotta dalla GDF.
Nel mese di ottobre 2015 è partito il processo relativo a Vulcano 2.
Nel mese di giugno 2016 in appello le accuse relative a Vulcano sono state pressoché confermate.
Nel mese di settembre 2016 vi sono state delle condanne relative ad un caso di riciclaggio segnalato dall’AIF inerente soggetti collegati alla banda della Magliana.
Nel mese di ottobre 2016 la DIA di Trapani confiscava beni per 100 milioni di euro a un personaggio contiguo a cosa nostra, avente a che fare in particolare con Vito Palazzolo. Tra i beni in confisca anche società con sede in San Marino e Londra, coinvolte in complesse operazioni finanziarie collegate a grosse transazioni commerciali internazionali. Quando tali clan si spostano dal loro territorio possono mutare, stringendo alleanze con settori locali e con colletti bianchi, e alcuni sono di alto spessore criminale.

Nella seconda tipologia rientra l’operazione Criminal Minds che riguarda tutta una serie di reati degni di nota in cui fa capolino il nome del clan Gallo Cavalieri, miscelato con gruppi di albanesi. Tale inchiesta va seguita con la necessaria attenzione sia per i reati spia attinenti che per le presenze mafiose che devono comunque essere verificate.
Nel mese di ottobre 2014 si è verificata un’operazione che ha interessato il pesarese e San Marino e riguarda il traffico di droga e relativi festini con delle escort. Dagli sviluppi di tale operazione potrebbero derivare notizie interessanti.
Degno di attenzione anche il recente caso di autoriciclaggio che ha coinvolto una coppia di coniugi e per cui è stata applicata la legge 100/2013.

Nella terza tipologia rientrano numerose operazioni che sono state abbondantemente trattate dai vari mezzi di informazione. In particolare sono degne di nota:

• caso Seven Eleven;
• operazione Fil Rouge;
• operazione Varano;
• caso Tercas;
• operazione Sponsor Laundering;
• operazione Off Shore;
• operazione Chalet;
• operazione Best System;
• operazione Machiavelli;
• operazione Garuffa;
• operazione Ghost Supplies;
• vicenda Mps;
• caso Credito di Romagna/Ibs;
• caso Banca Commerciale Sammarinese;
• caso Finproject;
• caso Fingestus;
• caso Penta srl;
• caso fallimenti pilotati tribunale Bari.

A questi casi vanno aggiunte le numerose operazioni sulle frodi carosello, le bancarotte fraudolente e le truffe finanziarie.

Una trattazione a parte merita il caso Atac di Roma. Caso segnalato dalle autorità giudiziarie sammarinesi a quelle italiane nel 2010.

Una notevole attenzione merita anche quanto sta succedendo oggi nella cosiddetta vicenda giudiziaria relativa al conto Mazzini. Questa indagine nel pieno rispetto del segreto istruttorio va seguita con la massima attenzione per tutti i risvolti che ne possono derivare. La Repubblica di San Marino con questa operazione dimostra di essere in grado di fare pulizia al proprio interno.

Merita inoltre di essere attenzionata la truffa internazionale da un miliardo di euro che ha lambito nel gennaio 2016 la Repubblica di San Marino.

Sempre del gennaio 2016 è la notizia del flusso di denaro diretto a San Marino pari a 20 milioni di euro relativo allo scandalo aretino riguardante la Banca Etruria. Caso da seguire con la massima attenzione.

Occorre seguire con la massima attenzione il caso trattato anche dalla trasmissione Report della RAI TV italiana inerente il riciclaggio CARISP, che ha visto coinvolto anche il barone Dolfus che ha patteggiato a Milano una pena di 23 mesi.

4. Studio sulla situazione attuale della criminalità organizzata a San Marino

Le analisi fin qui effettuate e le operazioni citate – in primis quelle inerenti la criminalità organizzata e/o mafiosa – ci aiutano a delineare il quadro d’insieme. Ma occorre capire cosa sta succedendo oggi molto probabilmente sul territorio sammarinese.
In particolare ci si trova di fronte a 2 scenari oltre a quello sopra descritto:

1) l’italianizzazione dei fenomeni criminali.

Si assiste ad una italianizzazione del fenomeno dal punto di vista della invasività criminale, con una diversificazione degli investimenti. Negli anni, in parole povere, i mafiosi hanno seguito i loro soldi e con la crisi hanno deciso di investirli. Bisogna quindi prestare la massima attenzione alle seguenti fenomenologie per monitorare eventuali infiltrazioni:

• acquisizione di ristoranti;
• acquisizione di alberghi;
• acquisizione di negozi;
• appalti pubblici;
• appalti privati;
• acquisizione di immobili;
• gestione centri scommesse, slot, compro oro, tabacchi.

Occorre inoltre monitorare eventuali presenze di criminalità organizzata e/o mafiosa proveniente dall’est, in primis quella russa e dalla Cina.
Le scommesse on-line ed i possibili intrecci criminali sono un altro settore su cui tenere alta l’attenzione.

2) rischio dell’entrata in repubblica da parte di qualche mega cordata straniera mirante de facto ad impossessarsi del Titano.

Questo scenario, che può in un primo momento sembrare irrealistico e che ad oggi non si è corso, va comunque previsto perché dal punto di vista pratico è realizzabile ed è alla portata di diverse tipologie criminali transnazionali. Con un paio di miliardi di euro, forse anche meno, stante la crisi dalla quale la repubblica del Titano non è ancora uscita, un qualsivoglia gruppo straniero potrebbe tranquillamente impossessarsi de facto del sistema paese.

Queste nuove fenomenologie vanno seguite con la massima attenzione: in Romagna il modus operandi delle organizzazioni criminali le ha riguardate in toto. Il pacchetto Vigna prevedeva l’Aisa e la Dsa affinché se ne occupassero.

Quando arrivano soggetti da fuori per investire occorre farsi 5 domande: chi è? Cosa fa? Da dove prende i soldi? Da dove viene? Di chi si circonda? In questo modo si riducono i rischi.

5.  Analisi di come la Repubblica di San Marino viene percepita all’estero rispetto ai fenomeni legati alla criminalità organizzata

Negli ultimi anni, ossia da quando è stato preparato il pacchetto antimafia e con la nascita dell’osservatorio, San Marino ha fatto numerosi piccoli ma continui passi avanti nella lotta contro la mafia.

Nel 2011 la Repubblica si è dotata di una propria commissione parlamentare che si occupa delle infiltrazioni mafiose.

Nel corso del 2012 sono state approvati gli art. 287 bis, ter e quater del codice penale inerente l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Sempre dello stesso periodo è l’art. 394 del codice penale inerente il voto di scambio. Sia la prima che la seconda norma sono scritte molto bene e più di una volta sono state prese come esempio in Italia.

Nel corso del 2013 la L. n. 100 ha migliorato all’art. 3 la confisca dei beni, all’art. 5 ha inserito come reato l’autoriciclaggio.
Sempre nello stesso periodo all’interno della L. n. 99 è stata inserita la cosiddetta responsabilità delle persone giuridiche.
Con questo ulteriore rafforzamento la Repubblica di San Marino si è allineata a quanto richiesto dal Moneyval.

Questi passi avanti sono stati riconosciuti nella relazione sulla mafia della Dna italiana del dicembre 2012, mentre non è avvenuto lo stesso con la relazione della Commissione Parlamentare Antimafia italiana.

A livello internazionale, secondo le tabelle contenute nel seguente studio relativo al  financial secrecy index, San Marino risulta in buona posizione sugli indici di segretezza bancaria trovandosi in una migliore posizione rispetto ai principali paesi europei con un miglioramento che rimane da attuare sul secrecy score.

VEDI TABELLA ALLEGATA

A livello OCSE nel 2013 la Repubblica ha ottenuto lo stesso rating di Italia, Germania, Usa Gran Bretagna ed Austria: Largely Compliant.

Nel 2016 il GRECO ha concluso nel seguente modo:

“Il quadro giuridico sammarinese relativo all’incriminazione della corruzione nel settore pubblico è in larga misura conforme ai requisiti della Convenzione Penale sulla Corruzione (STE 173). Le riforme giuridiche del Codice Penale del 2008, che hanno introdotto disposizioni rivedute sulla corruzione nel settore pubblico, così come nuove disposizioni per quanto riguarda l’aspetto internazionale della corruzione, dimostrano la volontà della Repubblica di San Marino di allineare la propria legislazione ai pertinenti strumenti internazionali in materia di lotta alla corruzione. Permangono tuttavia alcune importanti lacune per quanto riguarda la Convenzione, tra le quali spicca l’assenza di disposizioni in materia di traffico di influenza e di corruzione nel settore privato. Saranno necessari alcuni adeguamenti anche a mano a mano che San Marino procederà alla ratifica del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione Penale sulla Corruzione (STE 191) per quanto riguarda i giurati e gli arbitri. A mano a mano che le autorità procederanno alla ratifica di questi due strumenti internazionali chiave nella lotta contro la corruzione, è importante che esse prestino la dovuta attenzione alla questione dell’armonizzazione nella formulazione dei reati nel Codice Penale sammarinese e dei relativi elementi di base, e che apportino ulteriori adeguamenti ai requisiti relativi alla giurisdizione, in modo da disporre degli strumenti più efficaci per il perseguimento della corruzione anche nella sua dimensione internazionale”.

Sempre il GRECO richiede:

“Considerando quanto sopra riportato, il GRECO indirizza a San Marino le raccomandazioni seguenti:

procedere rapidamente alla ratifica della Convenzione Penale sulla Corruzione (STE 173) e del relativo Protocollo Aggiuntivo (STE 191) (paragrafo 65);
garantire che tutti i reati di corruzione siano interpretati in modo tale da contemplare esplicitamente i casi di corruzione commessi attraverso intermediari, nonché i casi in cui il vantaggio non è destinato al funzionario stesso ma a terzi (paragrafo 73);
considerare esplicitamente reato penale la corruzione attiva e passiva degli arbitri nazionali e stranieri e dei giurati stranieri in conformità agli Articoli 4 e 6 del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 75);
considerare reato il traffico di influenza attivo e passivo in linea con l’Articolo 12 della Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 76);
considerare reato la corruzione nel settore privato ai sensi degli Articoli 7 e 8 della Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 77);
garantire la giurisdizione su tutti i reati di corruzione commessi all’estero (i) da cittadini sammarinesi, pubblici ufficiali sammarinesi o membri di assemblee pubbliche, ai sensi dell’Articolo 17, paragrafo 1, lettera b; (ii) o che coinvolgono pubblici ufficiali sammarinesi o qualsiasi altra persona di cui all’Articolo 17, paragrafo 1, lettera c della Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 79);

A livello di opinione pubblica italiana sono stati rilevati passi avanti grazie alle ultime inchieste.

L’art. 394 del c.p. relativo al voto di scambio è stato portato come esempio più volte in Italia così come la norma sull’autoriciclaggio.

La magistratura di San Marino ha eseguito sequestri e confische per decine di milioni di euro. Un dato significativo ed importante come da tabella che segue.

Anno

Sequestri
(Beni e somme in denaro)
Confische
(Beni e somme in denaro)
Somme già incamerate  nel bilancio dello Stato

2012
€ 9.156.436,52
€ 1.644.054,38
€ 0,00

2013
€ 20.712.778,08
€ 3.958.793,93
€ 2.746.868,16

2014
€ 20.057.611,11*
€ 6.091.061,08
€ 0,00

2015
€ 7.763.018,97
€ 13.150.614,48
€ 3.265.960,79

2016
€ 18.054.763,68
€ 21.816.827,59
€ 9.173.030,74

Totale
€ 75.744.608,36
€ 46.661.351,46
€ 15.185.859,69

La Repubblica deve comunque ancora migliorare la comunicazione verso il mondo esterno e deve stare attenta a non fare passi indietro nel percorso intrapreso.

CONCLUSIONI

La Repubblica di San Marino è indubbiamente intervenuta attivamente innanzi al fenomeno delle organizzazioni criminali organizzate e/o mafiose, ma come emerge dal presente studio la situazione non è da sottovalutare in alcun modo.
Oggi l’opinione pubblica appare meno attenta di come appariva in passato, ed il rischio che si corre è quello del voltare pagina dimenticandosi della mafia. Ciò che invece occorre è proseguire nella sensibilizzazione e sulla strada del cambiamento, e vigilare in modo continuo senza dimenticare che nei delicati passaggi da una fase politica ad un’altra le organizzazioni criminali hanno da sempre la notevole capacità di inserirsi fino a volte ad indirizzarli.
La Fondazione Caponnetto si metterà come di consueto a disposizione della Repubblica, con le proprie competenze ai massimi livelli, per raggiungere quanto prefissato dal compianto Pier Luigi Vigna.

ELENCO GRUPPI CRIMINALI TRACCIATI

Gruppi campani:

Vallefuoco, Mariniello, Stolder, Sacco-Bocchetti-Cesarano, Schiavone, Di Lauro.
Gallo-Cavalieri (da verificare) .

Gruppi calabresi:

Mancuso, Arena, Giovinazzo, Pensabene, altri gruppi dediti alle scommesse.

Gruppi siciliani:

Fidanzati, stiddari, gruppi palermitani, gruppi trapanesi.

Altri gruppi:

Mafia capitale, magliana, camorra barese, società foggiana, nuova mafia economica cinese.
Gruppi russi, dell’est e dei balcani (da verificare)

 

 

FONTE: http://osservatoriomediterraneosullamafia.blogspot.it/2017/05/report-san-marino-20162017.html?m=1

Nella foto Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Caponnetto