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Il mese di febbraio, per quanto concerne la qualità dell’aria, soprattutto nei Castelli sammarinesi più a valle, in particolare Serravalle e Acquaviva, è partito con il piede sbagliato. Infatti, l’alta pressione di questi giorni, pur regalandoci, finalmente, sole e temperature più miti, purtroppo, aumenta e amplifica il degrado dell’aria. In particolare, a destare maggiore preoccupazione, è il PM10 (materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro). Il limite di riferimento per PM10 è di 50 μg/m3 (media giornaliera). Il limite di PM10 a San Marino nei primi 14 giorni di febbraio è stato superato di ben 5 volte. Altre 5 volte anche nel mese di gennaio. I dati riportati sul sito del Dipartimento Prevenzione dell’Iss provengono dalla stazione di piazza Bertoldi a Serravalle.
Peggio di noi, però, sta sicuramente la vicina città di Rimini, che, come si può vedere dalla foto presente in pagina, ha registrato in questi ultimi giorni una qualità dell’aria compresa tra mediocre e pessima. Più in generale, è l’intera regione Emiliano romagnola a non passarsela molto bene. Infatti, come confermato anche dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), la Pianura Padana è tra le aree più inquinate di tutta l’Europa, anche a causa della particolare conformazione territoriale.
A 7 giorni, dunque, dall’ultima “emergenza aria” nelle città emiliano romagnole, l’inquinamento è tornato inesorabilmente a salire: comincia così una nuova fase di aria pessima e le previsioni non lasciano sperare in un miglioramento della situazione.
Nella giornata di lunedì 13 febbraio le polveri sottili si sono mantenute bel al di sopra dei valori di legge in tutte le province della Regione, con concentrazioni di PM10 assai simili da un capo all’altro dell’Emilia-Romagna. A Modena l’aria peggiore con una concentrazione media di 80 microgrammi a Fiorano. Seguono i dati riscontrati a Forlì-Cesena (79), Reggio Emilia (76), Parma (75), Bologna (73) e Rimini (71). Le centraline con le serie più negative vedono ormai il traguardo del trentesimo sforamento (dei 35 consentiti dalle norme nel corso dell’anno) dall’inizio del 2017. Legambiente attacca: “Da sabato tutti i capoluoghi dell’Emilia-Romagna sono tornati a superare i limiti di legge per quanto riguarda le Pm10, e la situazione è destinata a peggiorare a causa dell’alta pressione che perdurerà sulla nostra regione almeno fino al prossimo fine settimana.
In un quadro che torna a prospettarsi grave, Legambiente si appella ai sindaci dei Comuni sopra i 30.000 abitanti chiedendo di adottare da subito le misure contenute nel Pair2020”, il piano aria della Regione, “senza attendere l’approvazione in Assemblea regionale”. Tra le novità del piano, l’adozione di misure di emergenza su traffico e impianti di riscaldamento, già solo dopo quattro giornate di sforamenti.
Inoltre, è di ieri la notizia, come riportato dall’Ansa, che la Commissione Ue ha dato il via alla seconda fase della procedura d’infrazione contro l’Italia e altri Paesi – Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna – per l’inquinamento eccessivo da biossido d’azoto (NO2) riscontrato nell’aria di città come Roma, Milano, Torino, Berlino, Londra e Parigi. Ai Paesi finiti nel mirino di Bruxelles è stato quindi inviato un parere motivato nel quale si contesta la violazione della direttiva Ue del 2008 e si chiede di spiegare entro due mesi come intendono mettersi in regola.
Bruxelles sollecita quindi l’Italia e gli altri Paesi “ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica” ricordando che più di 400 mila cittadini muoiono prematuramente nell’Ue ogni anno a causa della scarsa qualità dell’aria. Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall’inquinamento atmosferico. Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70 000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno.
La legislazione dell’Ue sulla qualità dell’aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l’NO2; in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell’aria che stabiliscono misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile.

(nella foto, i dati ambientali PM10 rilevati dalla stazione di piazza Bertoldi a Serravalle)