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Ancora oggi restano oscure le ragioni del commissariamento di Asset Banca e le bocche di chi invece sarebbe opportuno parlasse restano rigorosamente cucite. Abbiamo così intervistato l’ex Presidente di Asset Banca, Stefano Ercolani.
Avete mai avuto le motivazioni del Commissariamento?
“No”.

Perché?
“Non chiedetelo a me”.

Ma è possibile?
“No. Tanto è vero che nella visita ispettiva del 2008 abbiamo avuto tutti i dettagliati motivi delle evidenze dell’ispezione, i quali ci hanno messo nelle condizioni di rispondere e non fummo commissariati”.

Allora questo commissariamento non è trasparente?
“E’ vero, quando qualcuno è accusato di qualcosa ha il diritto di conoscere le accuse che gli vengono mosse”.

Il Segretario Celli le volge accuse molto pesanti.
“Sono purtroppo accuse generiche e molto fumose, si fa fatica anche a capire di cosa parli”.
Cosa dice ai suoi clienti?
“Di pretendere la trasparenza perché è un loro diritto”.

Come pensa di uscire da questa impasse?
“Innanzitutto continuando a lavorare per il bene di tutti coloro che hanno dato fiducia ad Asset. Vorrei ufficialmente invitare Banca Centrale e il Segretario alle finanze ad un faccia a faccia davanti alla cittadinanza”.

Secondo quanto lei asserisce emerge una Banca Centrale che ha gestito la situazione in maniera dilettantistica…
“Questo è sotto gli occhi di tutti. Da banchiere non si possono gestire tre mesi di commissariamento con una perdita di oltre 55 milioni di depositi”.

Perché i commissari precedenti se ne sono andati?
“La risposta è tra le righe della loro lettera che è stata resa pubblica”.

La sensazione – è più di una sensazione – è che si cerchino ora le motivazioni del commissariamento, motivazioni che probabilmente non c’erano. È così?
“È davanti agli occhi di tutti”.

Qual è il danno economico provocato alla banca?
“Enorme ancora più grande lo si sta arrecando al Paese”.

Cosa la disturba maggiormente di questa situazione?
“L’ignoranza e un approccio ai problemi senza condivisione”.

Come giudica la sua gestione di Asset Banca?
“Difficoltosa, onesta e competente in un momento di profonda crisi economica”.

Cosa non tollera?
“L’arroganza e la prevaricazione che quando sono dettate da motivi economici diventano molto pericolose”.

Perché si utilizza ancora nel 2017 lo strumento del commissariamento?
“Tutti i tecnici sanno che commissariare significa chiusura o vendita della banca”.

Allora?
“Esiste il ‘removal’, ovvero la rimozione dei vertici dei cda delle banche con l’inserimento di nuovi manager”.

Perché non è stato fatto con Asset?
“Per il mancato adeguamento alle consuetudini internazionali ed evidentemente con un preciso ‘piano’ premeditato”.

È stanco?
“Sono determinato a lottare fino in fondo per la soluzione positiva di questo scempio”.

Ma perché hanno nominato questi vertici di Banca Centrale a suo parere?
“Non è mio costume criticare scelte che non mi competono. Posso solo affermare che gestire un sistema bancario non è da tutti”.

Perché si dice che vi assorbirà Cassa di Risparmio?
“Al momento per alcuni è la soluzione più semplice e certamente la meno adatta per il territorio sammarinese”.

Dicono che i parametri di Asset non erano a posto.
“Per dirlo devono prima produrre la documentazione”.

Come giudica il commissariamento di Asset Banca?
“Un delitto imperfetto”.

E’ vero che avevate progetti di apertura di sportelli all’estero?
“Sì, a Hong Kong ma è stato tutto sospeso da Banca Centrale senza darci alcuna motivazione”.

Si è fatto una idea delle motivazioni? Pensa ai cosiddetti poteri forti?
“Non lo so. So solo che i nostri azionisti sono per l’80% italiani, forse questa è la motivazione”.

Parliamo delle sponsorizzazioni date in questi anni da Asset Banca a favore della comunità.
“Abbiamo dato al Paese più di quello che abbiamo ricevuto in cambio. Anzi! Con coerenza e un modello di banca innovativo e diverso. La nostra intenzione è proseguire su questa strada”.

Che può dire rispetto all’inchiesta cosiddetta ‘Re Nero’ di Forlì?
“Le istituzioni ci hanno lasciato da soli e da soli stiamo rintuzzando le accuse al sistema bancario sammarinese. Ne è la prova l’ultima vittoria in Tribunale: per Bankitalia le fidejussioni a San Marino si possono fare contrariamente alla tesi Di Vizio. Si tratta di uno dei capi di accusa, reati presupposti alle accuse di riciclaggio che ci vengono mosse”.

Cosa le dispiace di più rispetto a quello che sta accadendo?
“Ho visto le persone in preda allo sconforto in fila alle casse. Ho visto imprenditori disperarsi per non potere pagare i propri dipendenti. Dipendenti della stessa Banca piangere per l’incertezza rispetto al loro futuro. Proprio per questo non ci diamo per vinti”.

Ma non avevate salvato Bcs e acquisito diverse finanziarie?
“Certo, per questa ragione abbiamo l’esperienza per fare uscire Asset da questa impasse. Nonostante tutto resto ottimista e fiducioso nella risoluzione di questa vicenda ”.