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Definire Steven Busignani, sammarinese di nascita, giramondo di fatto, sarebbe come voler rinchiudere in una scatola di scarpe tutte le imprese epiche dell’alpinista ed esploratore Walter Bonatti.
Un’impresa, appunto, fallimentare. Per questo, bando alle definizioni, lasceremo parlare i fatti, ciò che il buon Steven, conosciuto da tutti in Repubblica, nel bene e nel male, ha realizzato nella sua quarantennale vita. Steven, infatti, è una persona dalle mille forme e sfaccettature, sfuggevole e leggero come il vento, quello stesso vento che l’ha portato in giro per il mondo, soprattutto nel centro e sud America.

Messico, Costa Rica, Panama, Brasile, sono solo alcuni degli Stati che il sammarinese ha solcato in lungo e in largo, scoprendo e valorizzando culture e tradizioni popolari, parlando con tutti coloro che ha incontrato per strada, bambini, anziani, donne, uomini, senza tetto, prostitute, malati, emarginati, animali, piante e fiori, come un San Francesco sudamericano dei giorni nostri. Un esploratore di nascita, quindi, prima ancora che un artista, un pittore, un poeta, un fotografo, un regista, uno chef e molto altro ancora.
Tante, troppe cose in un unico corpo, un corpo in divenire che fatica, infatti, a contenerle tutte. Ed è per questo, appunto, che Steven passa a San Marino solo poche settimane l’anno; proprio perché questi 61,19 km² gli vanno troppo stretti. Steven necessita di ampi spazi, di spaziare lo sguardo, di guardare lontano e soprattutto di una società con una mentalità aperta e cordiale, calorosa e sensibile, tutte caratteristiche che il sammarinese fatica, e probabilmente a ragione, a trovare a San Marino.
Steven, che in questi giorni si trova sul Titano, alcune settimane fa ha organizzato un’esposizione artistica nei bagni pubblici del Parco Laiala di Serravalle, alla quale hanno partecipato gratuitamente, tra pittori, scultori, poeti e fotografi, decine di artisti.

Inoltre, nei giorni scorsi, ha inviato un suo documentario di circa 15 minuti ai Premi David di Donatello 2017 e, nella sorpresa generale, è stato selezionato nella categoria cortometraggi. Per la prima volta nella storia della Repubblica di San Marino, un sammarinese parteciperà, quindi, agli “Oscar” italiani.
Il titolo del corto di Steven Busginani, in arte StevenCafè, è “Brasilian Child Memory”. In occasione della nomina del cortometraggio alla 61esima edizione dei David di Donatello 2017, la cui cerimonia avrà luogo lunedì 27 marzo, abbiamo intervistato Steven. La cerimonia sarà trasmessa alle 21.15 su Sky Cinema Uno, su Sky Cinema David di Donatello (canale 304) e Sky Arte. Inoltre, sarà possibile vederla anche in chiaro sul canale TV8.

Ma torniamo a Steven e al suo corto. “Una delle esperienze più profonde della mia vita – racconta il sammarinese – è l’aver avuto a che fare con i piccoli. I bambini sono i protagonisti di questo mio ultimo progetto cinematografico, girato nel 2013, che prende il nome di “Cinema di strada”. Nel documentario io divento allievo dei giovani e mi lascio guidare dai loro occhi che sono una finestra su di un mondo ancora da scoprire. Il cinema di strada – prosegue Steven – è una etichetta di mia invenzione con la quale ho sperimentato la ripresa della vita reale in strada e cosi ne son nate delle cose. “Brasilian Child Memory” è una piccola esperienza realizzata con mezzi semplici e senza un copione prestabilito che non sia la normale quotidianità da dove ha origine la coscienza della vita attraverso l’esperienza di questa, cercando di avvicinarmi alla verità utilizzando, questa volta, la finzione del cinema. Ovviamente gli attori sono tutti minorenni e non professionisti.

Il cortometraggio – conclude Steven – parla dei bambini e della loro giornata in un piccolo villaggio del Brasile, Lencois, piccolo Paese situato nel grande parco della Chapada Diamantina nello Stato di Bahia”. Il documentario è visibile sul canale youtube Steven Cafè.