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Nel procedimento contro ignoti su finanziamenti elargiti da Asset Banca a Germano De Biagi, finisce anche il consigliere Alessandro Bevitori che si difende: “Ho solo aiutato un mio parente. Non sono indagato. Ho perso la mia società con due immobili”

Una ordinanza del Commissario della legge Alberto Buriani è stata pubblicata ieri su Facebook da un così detto “fake”, ovvero un utente anonimo. Il nome del profilo è Joe Libera San Marino e in tarda mattinata ha pubblicato sul proprio profilo e sul gruppo “Mai Dire Consiglio” le foto di un foglio intero e uno strappato a metà con l’intestazione ed il timbro del tribunale sammarinese. Nel documento si dà conto di un procedimento penale “nei confronti di persone non ancora identificate” relativo al misfatto previsto dall’art. 50, 73 e 198 del codice penale ovvero amministrazione infedele. L’accusa degli inquirenti è che “funzionari e dirigenti di Asset Banca, in concorso tra loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso” abbiano procurato “un indebito vantaggio a Germano De Biagi, nonostante le conclamate difficoltà finanziarie del gruppo di società e imprese che faceva capo a quest’ultimo”. Nel mirino in particolare finanziamenti per centinaia di migliaia di euro a partire dall’aprile 2013 alla società AB Investi srl “amministrata da Alessandro Bevitori, dietro la quale – per l’inquirente – si celava lo stesso De Biagi”, con “l’apparente finalità di acquistare immobili che, in realtà, non venivano mai acquistati”.

Bevitori, oggi consigliere di Ssd nonché presidente della Commissione Affari Esteri, ha ben presto replicato sotto al post anonimo esprimendo “chiarimenti a dimostrazione dell’assoluta correttezza del mio operato. Premesso – scrive il consigliere – che Fabio De Biagi è il compagno di mia sorella e padre di mia nipote(!), è evidente e chiaro il tentativo di aiutare un familiare in difficoltà com’è altrettanto evidente la mia posizione di danneggiato avendo contestualmente perduto la mia società con annessi N. 2 IMMOBILI. Considerato il danno (patrimoniale e morale) già subìto – continua – spero non ci siano altri avvoltoi a effettuare strumentalizzazioni afferenti alla mia persona.  Ad ogni buon fine specifico di NON essere indagato in nessun procedimento di nessun tribunale e pertanto diffido ogni persona a utilizzare il mio nome in maniera impropria informando al contempo che in difetto mi vedrò costretto a difendere la mia onorabilità nelle sedi competenti”. Bevitori aggiunge una riflessione finale: “Approfitto anche di questa occasione per comunicare -a quanti possibile- che non è con l’odio o con la cattiveria o con la delegittimazione dell’avversario che si risolvono i problemi di San Marino. Il Paese ha bisogno di tutti”.