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Gli undici racconti di Olga Mattioli seguono un invisibile filo che lega l’infanzia  alla vecchiaia, la bellezza alla crudeltà, senza passare per la mediocrità dell’età adulta.
In ognuno di loro, l’autrice dipana una narrazione intima, sensibile ai chiaroscuri dell’animo umano e ai suoi contrasti, proprio come nei quadri di Jean-Baptiste Camille Corot.
Una lingua scorrevole ritrae con leggere pennellate personaggi romantici e cruenti, semplici e terribili, come solo certe favole riescono a fare: il nonno e il rigattiere, il vecchio pastore e la prostituta, bande di ragazzini e bambini solitari. Attorno a loro un mondo incomprensibile e indifferente, mentre il candore della voce narrante ci restituisce la nostalgia dell’infanzia o dell’amore impossibile, della vita familiare e di esistenze travolte dagli eventi e mai vissute fino in fondo.
In questo ritratto dai sapori genuini, c’è spazio anche per il contemporaneo: Laura Palmer, i neutrini, i musei d’arte; mentre l’ultimo racconto si distacca dai precedenti per tematiche e stile, a segnalare la versatilità dell’autrice.
Oltre che in libreria “Una memoria di Corot” (Caosfera Edizioni) è acquistabile anche online:
https://www.cinquantuno.it/shop/caosfera-edizioni/una-memoria-di-corot/