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“La fortuna volge tutto a vantaggio di coloro che la favoriscono”.

 Rochefoucauld

 

Il 2017 si è aperto per San Marino con il via allo scambio di informazioni automatico relativamente ai rapporti intrattenuti nel 2016. La stessa strada è stata imboccata anche dal Lussemburgo, da Malta dal Liechtenstein e con un anno di ritardo, a partire dal prossimo 2018, verrà percorsa dalla Svizzera e Monaco. L’Europa intera sta andando verso questa direzione e la Repubblica di San Marino si è fortemente impegnata a favorire ogni iniziativa di cooperazione internazionale mirata alla costruzione di un sistema finanziario globale fondato sui principi della trasparenza, vigilanza, responsabilità e cooperazione internazionale.  Tali principi se ben coltivati rappresente- ranno nuova ricchezza e nuove risorse per la nostra Repubblica.  Essa poi inevitabilmente perseguirà le stesse strategie degli altri paesi europei pretendendo che lo scambio di informazioni non avvenga a senso unico ma che riguardi anche i rapporti intrattenuti con residenti sammarinesi. Dal lato italiano per esempio gli intermediari domestici sono già obbligati a trasmettere all’Agenzia delle entrate per la successiva trasmissione alle amministrazioni fiscali straniere, dati particolarmente sensibili quali il numero di conto dei propri clienti non residenti. E’ infatti ovvio che per ritrovare il suo naturale dinamismo la Repubblica avrà bisogno di poter disporre anche delle risorse che tanti, troppi sammarinesi in questi anni hanno portato all’estero, forse non sapendo che le banche sammarinesi vantano indici di solvibilità più elevati di quelle italiane. C’è invece bisogno che tali risorse vengano fatte fruttare sul territorio mobilitandole attorno ad ambiziosi obiettivi di sviluppo. Le nuove aziende, le start up, chi vuol restare sul mercato ha oggi bisogno della linfa vitale del credito: servono a questo le risorse dei sammarinesi, a dare l’opportunità al sistema economico di ripartire. Si gioca qui la sfida di fondo. E si tratta di modificare alle radici il modo di funzionare del sistema economico e sociale e, prima ancora, la mentalità stessa dei cittadini sammarinesi, che devono sentirsi i primi veri responsabili del proprio futuro, smettendo di delegare questo compito interamente allo Stato. C’è ora un tempo, un periodo finestra, in cui sarà possibile il rientro dei capitali senza il pagamento di alcuna sanzione. Scaduto quel tempo, quando ci si accorgerà di dover chiamare all’appello le risorse mancanti proponendo uno scudo sammarinese su modello di quello italiano, i capitali rimpatriati saranno purtroppo soggetti a sanzioni. Ciò non sarà necessario se sapremo riscoprire la fiducia nelle straordinarie potenzialità di questa nostra Repubblica nutrendo assieme il sogno della sua rinascita per noi ma soprattutto per i nostri figli.

Stefano Ercolani (Asset Banca)