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“Sulla base della documentazione pervenuta nei giorni scorsi dalla Commissione europea, San Marino figura tra i pochi Paesi che non comportano alcun indicatore di rischio” negli scambi commerciali con l’Ue.
Lo rende noto la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri che interviene in questo modo sulla notizia diffusa da diversi media europei nei giorni scorsi circa la costituzione da parte del Consiglio dell’Unione europea di una black list continentale in cui posizionare quegli Stati non collaborativi dal punto di vista fiscale. Negli ultimi mesi
Nei giorni scorsi il Consiglio ha invitato a 92 paesi, tra cui San Marino e gli altri piccoli stati d’Europa ma anche Stati Uniti, Brasile, India e Giappone, una comunicazione con cui si avvisa che nei prossimi mesi sarà avviato un confronto per definire con precisione i motivi per i quali uno stato o un territorio figureranno o meno sulla lista nera.
Per rassicurare i sammarinesi rispetto questo rischio, Palazzo Begni interviene con la nota spiegando che “i competenti uffici del Dipartimento Affari Esteri, unitamente alla Missione sammarinese a Bruxelles, sono già da tempo allo studio del dossier relativo allo screening dei Paesi con i quali l’Unione Europea intrattiene importanti scambi commerciali”.
Scopo del monitoraggio è quello di “verificare- chiarisce la nota della segreteria Affari esteri- all’interno di detti Paesi, la conformità ai criteri stabiliti dalla stessa Unione di una buona governance fiscale”.
E appunto a riguardo, si chiarisce che sulla base dei documenti inviati dalla Commissione europea, il Titano risulta “tra i pochi Paesi che non comportano alcun indicatore di rischi”.
Infine, la segreteria di Stato presieduta da Nicola Renzi annuncia che nei prossimi giorni San Marino dovrà designare un gruppo di coordinamento per la redazione del rapporto che “sarà alla base delle richieste da comunicare alle competenti Autorità dell’Ue”.