Boxy, Joshua Patty Pulev in tutto 9 gradi

Partita di sola andata per il campione britannico che non combatte da un anno, da quando ha riconquistato la corona: il contendente è già sul tappeto nel terzo turno, fino alla finale nel nono

Stefano Arcopelli

& commat; sarcobelli

Alla Wembley Arena di Londra (dove non combatteva da due anni ed era diventato campione olimpico nel 2012 contro Camarelli con un controverso arbitro), Anthony Joshua ha sconfitto lo sfidante bulgaro Kobrat Bolev con un Kobrat Bolev al minuto 2’58 al nono turno e si è affermato campione. Campionati del mondo per i migliori EPF, Wba, Wbo e Ibo. La quinta corona, Wbc, è ora nelle mani di Tyson Fury, l’altro britannico ancora in bilico tra la trilogia con l’americano Deontay Wilder e la “Battle of Britain” contro Joshua: Challenging Challenges at the Top, la resa dei conti in cui tutti si aspettano un enorme derby britannico sul ring. Intanto il 31enne AJ è confermato da 22 partite a eliminazione diretta su 24 (una sola sconfitta da Andy Ruiz), e dopo una sfida molto convincente contro il tenace avversario che lo ha superato. Un’impressionante sequenza di colpi alla fine distrugge il cobra. Joshua, che non ha lottato da quando ha rivendicato i titoli un anno fa a punti contro Ruiz, è tornato il vero Joshua, forse eliminando la paura di un po ‘di ruggine accumulata dall’inattività. AJ ha spazzato via ogni dubbio in ogni senso della parola: dalla lezione di boxe all’avversario esperto.

Incontro

Sono solo mille gli spettatori ammessi alla London Arena per l’emergenza Covid. Sul ring Floyd Mayweather con le sue catene d’oro al collo, ma niente Tyson Fury anche se è stato invitato a guardare il match vittorioso di Cousin Hughie. Inizia con il sinistro, portiere. I due pugili preferiscono studiarsi a vicenda al centro del ring. Nel secondo round, AJ carica il post-partita in alto a destra e usa di nuovo un jab per vincere il secondo tempo. Nel terzo il destro dell’inglese è preciso e apre un giro devastante: preciso, balistico, al punto che Polev è costretto a girare in corner mentre l’arbitro inizia a contare. Dritto a destra e un altro, in alto a destra per il mento e Pulev scende. La partita è stata registrata. Un insolito terzo round per l’eroe fa la differenza, mentre il Cobra non sembra avere la tutela ma è testardo nella sua capacità di soffrire, e anche il carattere dell’eroe lo travolge. Pulev raccoglie e quando interagisce, Joshua riesce a dribblare istantaneamente, dribblando in modo impressionante. Il tempismo è anche in difesa, non solo in attacco. Dinamica sul ring, accettata da una condizione fisica sublime. Nel quarto round AJ cerca di rallentare e controlla la partita. Il sinistro di Joshua è sempre costante anche nel quinto round, ed è un modo per riaprire l’avversario e buttarlo fuori di nuovo: l’avversario è comunque stordito e non riesce a trovare contromisure anche se combina bene. Pulev tenta questa azione ma non riesce a costruire un gruppo veramente efficace: ha trovato un gancio sinistro efficace ma solitario. Il bulgaro accorcia le distanze, ma non c’è niente da fare contro l’agilità dell’eroe, con un evidente vantaggio.

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Dominio

L’astensione dalla partita non cambia a metà. Joshua sembra non essere mai fermato per un anno senza match, è stupendo e devastante con l’alzata anche la settima volta. Il 39enne Kobra, che è al suo secondo tentativo al mondo e ha una sola esperienza di sconfitta dall’ex campione ucraino Vladimir Klitschko, non può invertire la situazione di stallo del gioco con il dominio sistematico del suo avversario. Joshua non prende un ko e finisce per soffrire proprio da Boliv. Un altro tentativo che resta isolato e infruttuoso, anche se l’ottavo round è anche l’unico round a suo favore ai fini del punteggio. Quattro gambe dritte fino a nove non sembrano graffiare l’avversario: infatti, fino a 25 pollici dalla fine del round, Pulev si abbassa ancora, riprende ma alla fine cade giù alla fine con l’ultimo magistrale destro in piedi. Finisce qui. Inevitabile atterramento, anche negli ultimi tempi, dopo una partita così dominante. AJ esce dal ring e va tranquillamente a salutare Mayweather. E così la star del Summit King è stata ripresa tra tutti gli acronimi: “Nella boxe devi parlare un po ‘e fare molto, l’ho fatto”, ha urlato AJ con un colpo caldo accanto al manager e promotore Eddie Hearn. E adesso? C’è già un accordo di principio per una sfida contro Fury nel 2021. Il promotore Joshua dice astutamente: “Sono sicuro al 100% che la lotta con Fury avrà luogo, a partire da domani lavorerò”. Questo verso l’alto simula un ultimo gentile dell’allenatore estremamente sorridente e pronto a preparare al massimo le partite delle partite, per i grandi affari sul ring. La partita che tutti vogliono. Nel frattempo, Joshua ha fornito un esempio delle sue formidabili qualità. Tangibile, vivace e implacabile. La rabbia attende la rabbia adesso.

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Risultati: il massimo (World Wba, Wbo, Ibf, Ibo) Anthony Joshua (Gb, 24-1-0, 109.200 kg) b. Bolivian Cuprat (Bull, 28-2-0, 108700) Cor 9; Verdetto: Duarte (SAF); Giudici: Montella (ETA), Izaykiev (Ball), Edwards (Jeep).

La luce sorge (vacante Wbo Intern.): Okolie (GB, 15-0, 90,500) b. Jezewski (Pol, 19-1-1, 90,450) cat 2.

Massimo: H. Fury (GB, 25-3-0,112,100) b. Wash (Ball, 36-7-0, 123.400) p. 10 (100-90, 100-90, 99-91).

Massimo (Vacant Wbc International): Bakole (Con, 16-1-0, 113,780) b. Cosmin (Ross, 15-2-0, 117100) p. 10 (98-92, 97-93, 96-94).

Superwelter: Conway (GB, 16-1-1, 71900) b. McGowan (GB, 14-2-1, 72380) p. 10 (100-90, 100-89, 100-89).

Welter: Marco (Alp, 7-0-1, 66700) c. G Stewart (GB, 2-0-1, 66.200) Barry 8.

Il peso del super bantam: Pietà (GB, 9-1-0, 56350) b. Lin (Gb, 14-10-2, 55.500) kot 7.

Celestino Traglia

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