Contadini migranti: non c’è acqua né elettricità nella tendopoli del sud Italia

Due sindacati italiani hanno riferito che i lavoratori agricoli stagionali migranti nella tendopoli di San Ferdinando in Calabria sono stati “lasciati a se stessi, senza elettricità né acqua”. Hanno invitato le autorità locali a garantire la sicurezza e condizioni di vita umane nel campo.

I sindacati Cisl di Reggio Calabria e USB hanno avvertito in un comunicato mercoledì che la situazione potrebbe diventare esplosiva nella tendopoli di San Ferdinando.

“Se lasciata a se stessa, senza elettricità né acqua, la tendopoli è una terra di nessuno, e non c’è presenza in essa nemmeno per lo Stato”, ha affermato la sede locale della Cisl.

La tendopoli ospita i lavoratori agricoli che vengono nella regione della Piana di Gioia Tauro, nella regione meridionale della Calabria, in Italia, per raccogliere gli agrumi.

Attacco ai vigili del fuoco

Il sindacato ha descritto la tendopoli come “un ghetto senza regole, senza sicurezza, igiene o condizioni di vita adeguate”.

La Cisl ha riferito di un attacco martedì da parte di alcuni dei suoi ospiti della tendopoli contro una postazione di vigili del fuoco, dove un’auto è stata danneggiata ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

“Con dignità e diniego a sinistra, solo i vigili del fuoco, che continuano il loro servizio per la sicurezza dei migranti, lavorano vicino a loro con grandi rischi per la loro sicurezza personale”, ha affermato la Cisl.

L’altro sindacato – USB – ha detto di aver chiesto un incontro urgente con l’ufficio del governatore di Reggio Calabria per trovare una soluzione e garantire che le autorità non ignorino le preoccupazioni dei lavoratori migranti.

Non c’è sicurezza o igiene

Hanno detto che “anche l’igiene di base non è possibile [at the tent city even though] L’epidemia non è ancora finita “e la posizione delle forze di sicurezza non è più nel piazzale antistante il campo”.

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Oltre al buio [in the camp at night] E l’enorme quantità di spazzatura non raccolta dentro e fuori la tendopoli, ci sono anche altri problemi che rendono invivibile la vita dei contadini di Biana. E in inverno, sono impegnati in lavori nel settore degli agrumi. Senza questi lavoratori, il settore dovrà affrontare grossi problemi, come abbiamo visto durante la seconda ondata dell’epidemia lo scorso anno».

Celestino Traglia

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