Giornate tristi di San Marino

Con 32 voti favorevoli, 7 contrari, 10 astenuti e dieci deputati assenti, Legge 21, la peggior legge sull’aborto al mondoHa superato la seconda lettura la sera del 31 agosto presso il Consiglio Maggiore e Generale di San Marino.

Dopo il referendum del 26 settembre 2021in cui i sammarinesi votarono a favore della legalizzazione dell’aborto nella piccola repubblica, e dopo aver stravolto quanto espresso nel quesito referendario creando una legge dispregiativa e più estrema e radicale che disumanizzerebbe l’uomo tutta la vita nel grembo materno E così è stato aggirato, puzza ideologica anche a miglia di distanza Mira a non ottenere altro che piantare un’altra bandiera di “diritti” dove i diritti reali e fondamentali vengono di fatto violati.

Viola il diritto del nascituro di venire al mondo; viola il diritto alla libertà di coscienza del personale sanitario che o non potrà sottrarsi all’applicazione delle misure o dovrà andarsene; Viola la libertà di educazione dei genitori includendone uno nei suoi paragrafi relativi all’educazione sessuale governativa da introdurre nelle scuole.

Nessun gruppo del consiglio ha votato contro il disegno di legge e tutti i membri del consiglio erano liberi di votare “secondo la propria coscienza”. Lo afferma in un comunicato diffuso dalla Democrazia Cristiana di San Marino.

“Le argomentazioni sono state rispolverate nel dibattito parlamentare ascoltato da chi non era molto giovane negli anni ’70 e nei primi anni ’80”, ha detto a iFamNews Antonella Molaroni. Mularoni è un avvocato e notaio sammarinese, già giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Segretario di Stato per gli Affari Esteri e Capitan Reggente, ovvero Capo dello Stato di San Marino. “Gli straordinari progressi scientifici degli ultimi decenni, compresi quelli nel campo della neonatologia, sembrano importanti e utili solo se servono all’amato obiettivo di interrompere una gravidanza. E con l’assente principale: il nascituro, che non ha alcun valore Quanto ai fautori dell’aborto, a meno che la madre non lo desideri, altrimenti la donna può farne quello che vuole».

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È anche diritto della madre e diritto della donna, insieme ad altri, violare questa legge ponendo l’unico vincolo al colloquio con un centro di consulenza in cui le donne che decidono di abortire entro 12 settimane di vita nella l’utero deve partecipare. . La bolletta infatti prevedeva inizialmente la possibilità di scegliere una chiamata a distanza, Attraverso uno schermo noto come “telemedicina” in altri paesi, piuttosto che una visita vera e propria; Fortunatamente, questa sentenza non è stata approvata, ma solo. Quale “[…] La mod ha voluto rendere questo accesso opzionale, per tutelare la libertà di scelta e la privacy. La legge viola i diritti delle donne perché, come sottolinea l’avvocato Molarone, “sentiamo di non fare bene a una donna cercando di convincerla ad abortire il più rapidamente possibile, evitando ripensamenti e opponendoci di offrire loro alternative”. per l’aborto. Come se un aborto fosse qualcosa di indolore e privo di conseguenze, ma è tutto il resto, anche a livello psicologico, e in molti casi per il resto della vita della donna”.

“Ieri è stata una giornata molto triste a San Marino, per tutti coloro che credono nella necessità di proteggere sempre la vita, dal primo all’ultimo momento”, ha concluso.

Celestino Traglia

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