Il centrocampista serve più del centro. Zampe posteriori aghi

Più guardi le foto della scomunica di Sandro Tonale, più dubito che la Pasqua abbia commesso un argomento molto importante. Certo, l’interferenza del numero 8 del Milan su Ionetta è difficile, ma non violenta perché il tecnico rossonero non arriva con le tacchette piatte, ma con il piede interno. Il giallo è stata la scelta giusta, ma nell’era del Var, anche se non siamo d’accordo con quanto deciso dopo la revisione, dobbiamo accettare quella scelta. Siamo tutti d’accordo sul fatto che Tonali possa evitare un ingresso del genere, ma non buttiamogli addosso la croce con inutili figurine sui numeri dell’operazione che lo ha portato al Milan, perché quest’estate le stesse persone che adesso fanno parte di “Tonali” sono 35 milioni !!! 1 !!!! “(Ha scritto intenzionalmente così) suona un po ‘come Matteo Renzi con Italia Viva e l’attuale governo. Quando Bennacer ha preso il frequente giallo un anno fa, molti di loro erano pronti a fare più innesti a centrocampo. Oggi, giustamente, Ishmael è intoccabile, ma Tonali non va messo sotto i riflettori, anzi va tutelato e anticipato. Perché a differenza di Bennacer, cresciuto nell’ambito di questo progetto, Tonali è andato avanti con il treno a passi da gigante con relative difficoltà. Sia chiaro che dovrà fare anche la sua parte per crescere, ma la carta non lo sarà Il rosso che dovrebbe minare certezza e considerazione.

Quel che è certo è che adesso, Bioli, si ritrova con un altro gatto a sbucciarla davanti alla Juventus. Il centrocampo, secondo la logica, dovrebbe giocare Frank Casey e Rad Kronich perché Calhanoglu, come è apparso nella puntata di ieri di Replay (You’re Always Listening to Growth), è molto importante nei tre dietro a Rafa Leao. Il giocatore turco, tra l’altro, sarà protagonista sia dentro che fuori dal campo, visto che dopo il 7 gennaio è previsto un nuovo vertice a Casa Milan tra Maldini, Massara e Gordon Stepek, l’agente dei dieci turchi. Le parti potrebbero raggiungere un accordo per rinnovare i 4 milioni per i prossimi 4-5 anni, anche perché Hakan – per la prima volta da anni – si batte per qualcosa di pericoloso come il ritorno in Champions League.

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È chiaro che il Milan ha bisogno di un altro centrocampista da calciomercato, e forse più di un difensore centrale. Andiamo con ordine. Per Simakan, Strasburgo respira l’asta, che al momento non è partita, e il Milan, per la politica, non partecipa alle corse dei tori. A ottobre hanno detto no alla proposta, che poteva essere depositata, per un totale di 17 milioni. Prima di Natale i francesi hanno detto ancora una volta no a un totale di 15 milioni, tra fisso e bonus. Il Milan accontenta il giocatore e anche Capac, ma lo Schalke calcia alto. Per il broker, dopo che il nome Meité sarebbe stato associato a un tour che avrebbe dovuto includere anche Schone a Torino e Krunic a Genova, Soumaré di Lille rimane il favorito, ma i contatti con gli agenti Koné di Tolosa continuano.

Ma ora la testa va a mercoledì sera, con Ibra che vorrebbe esserci e con Theo Hernandez rientrato dalla squalifica e anche lui ben riposato. La parola scudetto non si pronuncia a Milanello, ma amiamo lottare su questi livelli.

Cinzia Necci

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