Impatto della riforma della class action italiana sulle istituzioni finanziarie | Hogan Lovells

Il nuovo disegno di legge italiano sull’azione collettiva (legge n. 31 del 12 aprile 2019) è stato approvato nel 2019 e – dopo una serie di ritardi – è finalmente entrato in vigore il 19 maggio 2021. Sebbene le azioni legali collettive siano disponibili in Italia dal 2007 , il Non si è dimostrato vincente a causa del rigoroso test di ammissione per la certificazione della categoria.

Pertanto, la nuova legge modificata può essere vista come una vera rivoluzione nell’arena contenziosa italiana. È particolarmente favorevole ai ricorrenti come si afferma (IO) un Campo di applicazione più ampio e (Secondo) meccanismi di incentivazione Progettato per incoraggiare l’uso di un sistema di lavoro di squadra.
tra i Grandi innovazioni Dalla nuova legge:

  1. La nuova class action non è più destinata a consumatori e utenti finali, ed è aperta a tutti i tipi di azioni illecite: d’ora in poi, le class action possono essere avviate per far valere”diritti omogenei“da qualsiasi soggetto (incluse le persone giuridiche e nei rapporti societari) che chieda il risarcimento dei danni”autore di comportamenti dannosio richiedere provvedimenti ingiuntivi.
  1. La nuova procedura di classe prevede una doppia finestra di ammissione. I querelanti possono ora unirsi alla classe Una volta accettata la procedura, immediatamente prima dell’inizio del giudizio di merito, nonché Fino a 5 mesi dopo la decisione su dove viene rilasciato.
  1. Presenta il nuovo disegno di legge Incentivi economici Offrendo una ricompensa monetaria, se l’azione ha successo, all’avvocato del querelante principale e al querelante “rappresentante comune” classe.

La riforma comporta importanti risvolti vitali per le imprese, comprese banche e finanziarie, che devono prepararsi ad affrontare un maggior numero di azioni collettive senza accertare il numero dei potenziali iscritti (e, quindi, in termini di potenziale esposizione) e crescenti difficoltà di accesso primi insediamenti. Pertanto, si consiglia di adottare politiche interne per mitigare l’esposizione ai rischi e sviluppare nuove strategie difensive.

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Class action e banche italiane

Le istituzioni finanziarie italiane hanno dovuto affrontare una class action anche prima che la nuova legge entrasse in vigore. In passato, i clienti delle banche hanno intentato azioni collettive contro il primo e il secondo istituto finanziario italiano cercando di eliminare le clausole contrattuali che impongono commissioni di scoperto ai clienti. Le class action promosse nel 2010 e 2012 contro Unicredit Banca e Intesa San Paolo avanti i tribunali di Roma e Torino non hanno infine superato la prova di ammissione mentre un’altra class action promossa dall’Associazione Primaria Italiana Consumatori contro Intesa San Paolo sempre dinanzi al Tribunale di Torino è stata ritenuta ammissibile nel settembre 2013, recepita e definitivamente accolta nel 2019 dalla Suprema Corte di Cassazione. Di recente la Corte d’Appello di Torino – secondo la sentenza della Corte di Cassazione del 2019 – ha riconosciuto anche alcuni prescelti che erano stati precedentemente interdetti per mancanza dell’obbligo notarile di firmare i relativi contratti. Pertanto, la banca è stata condannata a pagare la tassa illegittima a favore di tutti i membri della classe compresi gli iscritti.

Recentemente, l’Italia ha visto un aumento del Contenzioso in materia di sicurezza informatica e violazione dei dati Che dovrebbe espandersi ulteriormente. In molti casi, le banche sono state citate in giudizio da clienti per presunto accesso arbitrario ai loro dati personali. In particolare, il 10 giugno 2020, il Garante per la privacy (Garante Privacy) ha sanzionato la banca Unicredit per aver pagato 600.000 euro per una violazione dei dati avvenuta nel 2016 a danno di circa 700.000 clienti. Nonostante la banca avesse denunciato l’accesso arbitrario alle sue banche dati, Garante Privacy ha deciso di sanzionare Unicredit dopo aver riscontrato numerose violazioni della legge italiana sulla privacy.

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Negli ultimi tempi anche l’Italia sta registrando un aumento del Contenzioso relativo alla criptovaluta; Gli investitori lamentano violazioni della Legge Finanziaria Unica Italiana e della normativa antiriciclaggio da parte degli enti finanziari e cercano di restituire le somme trasferite e/o investite.

Sempre più controversie nei suddetti contesti potrebbero sorgere nel prossimo futuro a seguito dell’entrata in vigore della nuova class action italiana, che si caratterizza per un ambito di applicazione più ampio e che consentirà ai clienti che cercano di perseguire azioni di classe e risarcimento di beneficiare dall’aumento delle norme processuali pro-claim e da consistenti incentivi economici per la classe degli avvocati e rappresentanti dei ricorrenti.

Aggiornamento internazionale e prossimi passi

Il 24 novembre 2020 segna l’approvazione finale dell’Unione Europea Direttiva 2020/1828 Parlamento europeo e Consiglio sulle misure rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori (e abrogazione della direttiva 2009/22) della Commissione europea Organizzare un’iniziativa di “entità qualificate” per adottare misure collettive di ordini e indennizzi attraverso azioni collettive autonome e transfrontaliere che coprano le violazioni da parte degli operatori delle disposizioni di 66 regolamenti europei. La direttiva richiede agli Stati membri dell’UE, compresa l’Italia, di adeguare le proprie azioni procedurali collettive e il meccanismo di equità entro il 25 dicembre 2022, con attuazione dal 25 giugno 2023.

Resta da vedere come l’attuazione della direttiva sarà combinata con il riformato sistema di azioni collettive italiano.

Melania Cocci

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