L’Italia prevede l’introduzione del visto nomade digitale per i lavoratori a distanza

I Digital Nomads potranno presto lavorare da remoto dall’Italia, che diventerà l’ultimo Paese ad entrare a far parte della lista WFH o Work From Home. Molte persone hanno trasformato il lavoro da casa in uno stile di vita con il coronavirus, consentendo loro di accedere da qualsiasi parte del mondo; Ora conosciuti come Digital Nomads.

L’amministrazione italiana ha emanato a gennaio un decreto noto come “Decreto Sostegni-ter”, recentemente convertito in legge. Sebbene il nome “Digital Nomads” non compaia per legge, ha lo scopo di attirare visitatori provenienti da paesi al di fuori dell’Unione Europea che utilizzano mezzi tecnologici per svolgere attività lavorative altamente qualificate a distanza, in autonomia o a beneficio di un’azienda che non ha sede in un paese italiano.

Secondo Luca Carabita, un parlamentare italiano del Movimento Cinque Stelle, le condizioni per i lavoratori a distanza saranno determinate da un alloggio adeguato, uno stipendio adeguato, un’assicurazione sanitaria e una fedina penale pulita. Tuttavia, i dettagli esatti su alcune di queste esigenze e su come implementarle devono ancora essere determinati. Si segnala inoltre che i lavoratori a distanza dovranno soddisfare requisiti salariali minimi, ma l’importo esatto non è stato ancora determinato.

L’Italia si distingue come una delle principali destinazioni turistiche in Europa, con il suo piacevole clima soleggiato che dura tutto l’anno, oltre a paesaggi mozzafiato e città attraenti. Oltre al progresso tecnologico, il Paese è indubbiamente attraente per lo stile di vita dei lavoratori a distanza.

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Celestino Traglia

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