L’UE fa causa all’Italia per non aver condiviso i dati relativi al terrorismo – EURACTIV.com

La Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Europea del Lussemburgo per il mancato rispetto delle “Decisioni di Prüm”, le regole stabilite dal Consiglio dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea nel 2008 per rafforzare la cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri, che per Bruxelles è uno “strumento essenziale nella lotta al terrorismo e alla criminalità”.

Le regole consentono agli Stati membri di scambiare rapidamente informazioni su DNA, impronte digitali e dati di immatricolazione nazionale dei veicoli, consentendo ai pubblici ministeri e alla polizia di identificare i sospetti e stabilire collegamenti tra i procedimenti penali in tutta l’Unione europea.

Ma l’Italia non ha ancora concesso tali agevolazioni ai suoi partner europei, perché non ha mai aperto le sue banche dati ad altri Paesi.

La commissione aveva già avviato una procedura di infrazione nel 2011, quando è entrato in vigore lo scambio di informazioni, e, non avendo ricevuto risposta nel 2017, è passata alla seconda fase, inviando un parere motivato e sollecitando l’Italia al pieno rispetto degli obblighi di legge.

Dopo ripetute indagini sui progressi del Paese nell’adempimento dei propri obblighi, “si rileva che l’Italia continua a non consentire ad altri Stati membri l’accesso ai propri dati su DNA, impronte digitali e immatricolazione dei veicoli”, ha affermato la Commissione europea.

Il caso è stato ora deferito alla Corte dell’Unione Europea, che potrebbe imporre sanzioni se il governo non agirà rapidamente.

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Celestino Traglia

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