Antonio Conte è l’uomo giusto al momento giusto per il Manchester United?

Per i media italiani era solo questione di tempo prima che il Manchester United mettesse KO Antonio Conte.

Il lavoro di Ole Gunnar Solskjaer ora sembra sicuro principalmente come tregua piuttosto che come voto di fiducia.

A giudicare dalla stampa inglese, gli italiani sono convinti che la resa dei conti sia stata semplicemente rimandata a dopo il derby di Manchester del 6 novembre. E’ una decisione “logica”, afferma Stefano Boldrini della Gazzetta dello Sport, visto che la pausa “internazionale” consentirebbe all’eventuale nuovo allenatore di iniziare il suo incarico due settimane prima del tempo a sua disposizione”.

Ha senso anche visto che le prossime tre partite dello United avrebbero rappresentato una sfida molto difficile per un uomo nuovo: “La partita contro il Tottenham sarà una lotta: anche Nuno Espirito Santo rischia l’espulsione”.

Conte è anche la scelta logica. Dopotutto, la Premier League ha già il meglio di Spagna e Germania. In assenza di un comprovato vincitore inglese, o addirittura di un britannico, sicuramente ce ne può essere solo uno in rosa – e questo era prima di quei disastrosi 99 minuti all’Old Trafford di domenica.

Ovviamente c’è un elemento di nazionalismo in questo. L’Italia ha vinto il titolo europeo a Wembley a luglio, quindi sembra umiliante trascurare le affermazioni del miglior allenatore italiano disponibile.

La domanda inespressa, in Italia se non altrove, è se Conte sia adatto per riuscire nella missione dello United.

Fa un sacco di soldi. Tatticamente è con i migliori. Il suo record indica che è in grado di regolare questa difesa disfunzionale molto rapidamente. Ha la personalità e la credibilità per affrontare star poco performanti. Ha anche l’intelligenza e la capacità di allenamento per far brillare i fari minori: pensate a Victor Moses al Chelsea ed Emanuele Giaccherini che lo bacia per Juventus e Italia.

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Lo United ha diversi giocatori che dovrebbero migliorare sotto la guida di Conte, tra cui Raphael Varane, Alex Telles, Diogo Dalot in difesa, Jesse Lingard e Anthony Martial.

L’atmosfera intorno al club subirà un cambiamento drammatico e, in termini di esibizioni passate, i fan dell’Old Trafford potrebbero essere facilmente sopraffatti.

Il paragone ovvio è con Jose Mourinho, e lo United ha già attraversato questa particolare miscela di fascino e malizia.

In effetti, ci sono grandi differenze tra i due uomini. Mourinho è un tipo machiavellico, un eccezionale calcolatore e manipolatore.

Conte è un uomo più onestamente appassionato, allena le squadre tanto quanto sta giocando, è pieno di energia e può dire le cose senza pensare completamente alle conseguenze.

La goffa faida con Diego Costa ne è un esempio. Molto probabilmente Conte ha deciso di bruciare la sua barca con il giocatore, ma il modo in cui lo ha fatto ha gravemente danneggiato il suo rapporto con il board del Chelsea, in particolare con Marina Granovskaya. Un altro fattore che crea tensione è la dimensione dell’entourage di Conte.

Alla Juventus nella sua ultima stagione, Conte è anche riuscito a offendere molti dei suoi giocatori più fedeli, tra cui Gigi Buffon. Il suo entusiasmo gli ha permesso di riparare i danni durante il suo periodo alla guida della squadra nazionale per Euro 2016, ma lo ha aiutato a rendersi conto che tutti i soggetti coinvolti se ne andranno quando il torneo sarà finito.

Ci sono alternative a Conte, anche se alcune sono dalla parte sbagliata degli anni 60. Zinedine Zidane non è secondo a nessuno in termini di carisma, e ha lavorato sia con Varane che con Cristiano Ronaldo. Lucien Favre – che si dice sia un obiettivo per i nuovi proprietari del Newcastle – corrisponderebbe anche alla filosofia offensiva dello United. E poi, silenziosamente in agguato fuori dal radar dei media, c’è l’ex vincitore della Premier League inglese e tre volte vincitore del titolo francese con il Paris Saint-Germain. C’è qualche mistero sul motivo per cui Laurent Blanc ha lasciato la dirigenza per quattro anni, ma ora è tornato in Qatar e ha un curriculum che include il salvataggio della squadra nazionale francese dopo un tracollo totale.

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Quindi, ci sono ragioni per cui Avram e Joel Glazer – e certamente Ed Woodward – pensano un po’ prima di fare una trasformazione drammatica come Susskare che sostituisce Conte. Qualsiasi buon consulente consiglia di modificare la propria struttura di gestione come i dipendenti.

Cinzia Necci

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