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È con grande rammarico che Tribuna e lo Sportivo devono sospendere le pubblicazioni a partire da domani a causa della delicata situazione societaria.

I responsabili di questa crisi sono diversi ma oggi non mi interessa puntare il dito contro Tizio o Caio.

Mi interessa innanzitutto fare i complimenti ai giornalisti e collaboratori che, nonostante le difficoltà, hanno continuato per mesi a fare il loro lavoro egregiamente.

Dopo 21 anni di Tribuna mi sento in dovere di ringraziare quindi tutte le persone che hanno lavorato per questa testata. Se Tribuna è diventato e rimasto per tutti questi anni il primo giornale di San Marino il merito è soprattutto loro.

Grazie anche ai tanti collaboratori e commentatori esterni, alcuni dei quali hanno voluto essere presenti in questo numero con parole di elogio che mi scaldano il cuore. Come detto anche da loro, la chiusura di un giornale, anzi due perché c’è anche Lo Sportivo, non è mai una bella cosa per una comunità ma è ancora più pesante per un paese come il nostro in cui la stampa ha limiti evidenti. Limiti dettati non tanto e non sempre dalle professionalità di chi ci lavora, quanto dalle caratteristiche del mercato, ridotto e infestato ancor oggi dalla piaga delle fotocopie. Non ci si deve stupire quindi se i giornale diventano facili prede dei poteri forti. Tribuna per moltissimi anni ha avuto la forza e la bravura di aver un unico grande padrone: i suoi lettori. Ma i tempi cambiano e ora siamo qui a parlare dell’ultimo numero.

San Marino perde il quotidiano di riferimento in uno dei momenti più delicati degli ultimi decenni. I rapporti tra maggioranza e opposizione sono ai minimi storici come testimonia l’aula semideserta dell’ultimo Consiglio. Il bilancio statale, dopo quasi 10 anni di passivi, è un bagno di sangue. Il sistema bancario, fino a ieri colonna portante dell’economia, è in una difficoltà estrema. L’economia sembra vedere la luce in fondo al tunnel ma ancora arranca. In poche parole San Marino sta vivendo un periodo di cambiamenti epocali e mai come ora il compito della stampa, ovvero quello di raccontare e analizzare il presente, è prezioso per i cittadini.

Detto questo, anche se sono vicinissimo alla pensione, mi piacerebbe molto vedere tornare Tribuna nelle edicole, ma la Tribuna dei lettori, il punto di riferimento per i sammarinesi. In questo senso le tante voci secondo cui la politica stia cercando di metterci le mani sopra non mi rallegrano affatto.

Ma l’ultimo pensiero e il grazie più grande e più sentito, da parte anche di tutti i giornalisti e i collaboratori, va a voi lettori che ci avete sempre sostenuto e che anche in queste ore ci state sommergendo di messaggi di stima.

Mi auguro che questo sia un arrivederci e non un addio.

Il direttore Davide Graziosi