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In questi ultimi anni ha suscitato grande interesse il tema del salvataggio degli ebrei da parte della piccola Repubblica di San Marino durante il periodo della seconda guerra mondiale. Un tempo buio rischiarato da una piccola luce di speranza rimasta accesa sul Monte Titano dove in tanti trovarono riparo dai campi di concentramento cui erano destinati. A prendere il pennarello dell’evidenziatore e mettere al corrente il resto del mondo che San Marino non aveva preso parte alle persecuzioni, come invece erroneamente si riteneva, sono stati alcuni studiosi incaricati dalla Fondazione Valori Tattili di Asset Banca di approfondire il lavoro iniziato da Giuseppe Marzi con ‘Il viale delle rose’. Le conferme sono così arrivate da più parti, mano a mano che i ricercatori scandagliavano le carte degli archivi d’Europa. Paradossalmente non occorreva però andare così lontani. La memoria degli impavidi sammarinesi che offrirono il loro aiuto e la loro umanità è sopravvissuta anche nelle orazioni pronunciate in occasione dell’insediamento degli Eccellentissimi Capitani Reggenti. Lo testimonia il libro che Marcello Beccari ha appena pubblicato con Asset Banca, dove sono raccolte tutte le orazioni dal 1923 al 2013. Scrive Alieto Benini: “Quando sul territorio della gran madre Italia, si abbatteva l’uragano di ferro e di fuoco dell’ultima guerra, e il sospetto politico bastava ad ammassare gli uomini, come bestie, nei campi di concentramento o ad allinearli davanti ai plotoni di esecuzione, qui, o sammarinesi, questi fuggiaschi trovavano pace e salvezza, tra le vostre braccia”. Roberto Ago aggiunge: “Pur nell’atteggiamento scrupolosamente guardingo dello Stato e dei suoi Reggitori, non è certo mancato al popolo sammarinese né il coraggio più deciso per la difesa ad oltranza della propria libertà e indipendenza, né la volontà di offrire con i più gravi rischi il proprio aiuto ed anche il proprio contributo di sangue alle cause che la comunità degli ideali faceva ad esso sentire come proprie […] Come pure costituì adempimento del medesimo imperativo il rifugio offerto, riprendendo la nobile e coraggiosa tradizione del Risorgimento e malgrado gli evidenti pericoli che esso comportava, a tanti perseguitati per ragioni politiche o razziali, i quali trovarono su questa Rocca uno scampo ed una tutela contro il furore dei loro persecutori”. Paolo Rossi afferma invece: “Tempi nuovi e nuove dimensioni rendono improbabile l’ipotesi che San Marino debba e possa ancor servir di rifugio e sosta, come fece per il passato, agli uomini, nei loro tormenti, nei loro errori, nelle loro gloriose battaglie. Ma se non dovranno scampare qui uomini dispersi dalle persecuzioni è certo che vi sarà sempre su questo monte asilo e custodia e reverenza per la libertà umana, per le idee e per il coraggio che la formano e la nutriscono. Questo, infatti, e non altro, è il significato profondo della libertà perpetua di San Marino”. Questa solo una piccola selezione, qualche astratto, di un libro reso ancor più suggestivo dalla scioltezza musicale della scrittura. Gli oratori fanno il punto sulla storia di San Marino distillandola da un punto di vista etico, filosofico e politico. Il libro approderà presto nelle librerie.