Le turbolenze italiane spingeranno l’Europa sull’orlo del baratro? di Paola Subacci

Le turbolenze italiane spingeranno l’Europa sull’orlo del baratro?  di Paola Subacci

Sarebbe sbagliato ritenere che l’attuale instabilità politica in Italia porti necessariamente a una grave crisi in Europa. Ma la posta in gioco rimane acuta e alcuni importanti sviluppi potrebbero innescare una crisi del genere, minacciando la sopravvivenza dell’eurozona.

LONDRA – Le dimissioni dell’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi da Primo Ministro italiano hanno fatto ancora una volta luce sul Paese. Politica disfunzionale e instabile situazione debitoria. Ma quali sono le implicazioni per l’eurozona dei guai italiani e della caduta di Draghi?

Con il 150% del PIL, l’Italia onere del debito pubblico È tra le più grandi aziende al mondo e la seconda più grande Paesi del G20dopo, dopo Giappone (262% del PIL) e prima stato unito (125% del PIL). Italia onere del debito È quindi aumentato di circa il 50% dal 1990, quando ha raggiunto quasi il 100% del PIL.

Esiste una chiara correlazione tra instabilità politica e accumulo di debito in Italia. Tra il 1992 e il 1995, quando il sistema partitico del secondo dopoguerra crollatoil debito pubblico è balzato al rialzo 119% del PIL. Il problema non è solo l’eccessivo indebitamento, ma la crescita economica cronicamente anemica, con un PIL annuo reale in aumento meno dell’1%in media, dal 1990.

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Melania Cocci

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