La polizia russa ha arrestato il giornalista che ha organizzato una protesta televisiva contro l’Ucraina

E’ morto giovedì all’età di 98 anni il giornalista Eugenio Scalfari, da molti considerato aver rivoluzionato la stampa italiana.

Nel 1978 Scalfari fonda La Repubblica, uno dei principali quotidiani del Paese, di cui è caporedattore per i primi vent’anni.

La Repubblica ha trasformato la carta stampata italiana aiutando a diffondere il formato tabloid, che ha fornito ai lettori un’alternativa al più tradizionale layout del foglio largo.

“Eugenio Scalfari ha unito le qualità principali della redazione di Repubblica: innovazione e riformismo”, ha detto ad Arab News Maurizio Molinari, attuale caporedattore di La Repubblica.

Innovazione nel rapporto del giornale con la stampa, e riformismo nella sua adesione ai valori del socialismo liberale e dell’uguaglianza.

La sua morte è stata riportata dal giornale da lui fondato e annunciato dal Senato durante la discussione sul disegno di legge, dove si è tenuto un minuto di silenzio in onore di uno dei pionieri della stampa italiana.

“Tra una costante curiosità per le nuove tecnologie digitali, la passione per le trasformazioni dell’Italia e l’interesse per l’orizzonte europeo, le parole ei pensieri di Scalfari mi hanno reso consapevole della forza e dell’energia del giornale”, ha aggiunto Molinari.

Il primo ministro italiano Mario Draghi ha pianto il defunto giornalista in una dichiarazione, affermando che “la morte di Scalvary … lascia un enorme buco nella vita pubblica del nostro paese.

“La chiarezza della sua prosa, la profondità delle sue analisi (e) il coraggio delle sue idee accompagnano gli italiani da più di 70 anni”, ha aggiunto Draghi, definendo la scrittura del giornalista “lettura essenziale”.

Fin dalla sua nascita, il quotidiano di sinistra con sede a Roma è stato un successo nelle già affollate edicole italiane ed è stato elogiato dai lettori per il suo nuovo stile di scrittura e titoli.

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Laureato in giurisprudenza, Scalvary iniziò la sua carriera lavorando per le influenti riviste del dopoguerra Il Mondo e L’Europeo, prima di cofondare il Partito Radicale nel 1955.

Nell’ottobre dello stesso anno ha co-fondato L’Espresso, una delle più importanti testate giornalistiche italiane.

È molto elogiato per i suoi scritti, composti da rubriche settimanali e articoli investigativi, in cui esplora spesso argomenti controversi e stimolanti che vanno dall’economia alla filosofia alla religione.

Celestino Traglia

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