Lo sconcertante cartellino rosso del Venezia riaccende le voci sulle partite truccate di Serie A

Sono passati 15 anni da quando il mondo del calcio è rimasto scioccato dalla notizia del grande scandalo delle partite truccate in Italia. Calciopoli, Quando lo scandalo è diventato noto, cinque squadre di Serie A (cioè la Juventus) hanno implicato il pagamento di chiunque e tutti per influenzare cose come le scelte arbitrali e le chiamate fatte sul campo.

Gianluigi Buffon, Giorgio Chiellini e Zlatan Ibrahimovic – all’epoca Juventus e tutti ancora in Serie A – ricorderanno sicuramente quei giorni bui del calcio italiano, così come lo scandalo delle partite truccate emerso nel 2011.

Incorpora da Getty Images

Quelle giornate di giudizio sono un ricordo del passato (o fatto meno vistosamente), o almeno sembrava lo fossero fino alla partita di serie A di martedì tra Venezia e Salernitana.

Le due neopromosse si sono affrontate in un match di precampionato con gravi ripercussioni a fine classifica, visto che la Salernitana, guidata da Franck Ribery, che è rimasto in ultima posizione, ha cercato di guadagnare terreno sullo statunitense Gianluca Bosio e 16° a Venezia.

I padroni di casa del Venezia passano in vantaggio al 14′ con un’abile conclusione dell’esterno sinistro Mattia Aramo, ma Federico Bonazoli pareggia per la Salernitana 15′ dopo la fine del primo tempo.

Poi è arrivata (per dirla con leggerezza) la polemica.

Dribbling da dietro, il difensore del Venezia Pietro Cicaroni ha giocato un passaggio orizzontale per il compagno difensore centrale Ethan Ampadu – in prestito dal Chelsea che ha trascorso l’anno scorso allo Sheffield United.

Il gallese si lascia passare tra le gambe, ma in compenso Franck Ribery trova il giocatore della Salernitana più vicino al pallone. Ampadu Ribery ha lanciato una sfida strisciante per assicurarsi che l’attaccante francese non avesse un percorso chiaro verso la porta.

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Le proteste della Salernitana sono state minime, ma con sorpresa di tutti allo Stadio Pier Luigi Penzo, l’arbitro Marco de Bello ha mostrato ad Ampadu un cartellino rosso, lasciando senza parole il 21enne difensore.

Quando fai le faccende ma tua madre continua a non farti andare a dormire.

Che tipo di sport pratichiamo dove questa non è una sfida legale? Davvero rallenteremo ogni discutibile placcaggio a una velocità quasi impercettibile per determinare se il piede di un giocatore tocca il piede di un avversario 1/100 di secondo prima di toccare la palla?

Il calcio cerca di fare ogni chiamata in modo così meticoloso che spesso perdiamo una risposta chiara. Ci vuole solo un minimo di buon senso per vedere che Ampadu prende la palla. Questa dovrebbe essere la fine.

In caso contrario, verrà suonata ogni sfida in cui il difensore in attacco tocca un fischio di fallo. L’arbitro Marco de Bello ha fatto saltare la chiamata in campo, ma questa precisione del VAR ha raddoppiato il fallo difendendo una chiamata auto-errata.

La lente di messa a fuoco è utile per determinare se la palla è in gioco, ma se devi ingrandire per vedere tanti tocchi fini quanto la caviglia dell’attaccante, non è una chiamata a cui puoi aggrapparti.

Ampadu gioca sulla palla e prende la palla. Se chiama un po’ il suo avversario, così sia. Ma se questa sfida è un errore, lo sport si sta dirigendo verso un pendio scivoloso.

La gara è proseguita miracolosamente, e il Venezia ha resistito fino all’ultimo minuto di recupero prima che Andrea Schiavone regalasse agli ospiti la vittoria con un gol al 95′.

Speriamo solo che il punteggio non abbia alcun effetto sull’ordine di rilascio finale, né che sia un punteggio più grande Problemi con le partite truccate.

Celestino Traglia

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