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Intervista a Nunzio Bevilacqua, giurista d’impresa, è esperto di trattati e regolamenti europei.

Dopo la Brexit, navigazione a vista, naufragio o nuove rotte per l’Europa?
‘Oggi vi sono soltanto due possibilità: far evolvere l’Europa verso una vera Unione oppure attendere che si verifichi la disgregazione totale.Ciò che è più importante è trasformare quello che potrebbe essere un “meteorite” sull’Europa nella grande opportunità di fare quel salto qualitativo in avanti che non sarebbe mai stato possibile con una Gran Bretagna ancora in seno all’Europa ma sempre decisa a remare in senso contrario. E’ giunta l’ora di lasciare parte della propria sovranità militare e fiscale ad un’unione che vada oltre la sola unità monetaria, se necessario pensando ad un’Europa a due velocità, non come escamotage per lasciare indietro i Paesi che non ce la fanno, ma per consentire la ripartenza della locomotiva europea con i paesi fondatori, per riagganciare poi gli Stati che necessitano di tempi differenti’.
E’ scongiurato il rischio di un effetto domino, con altre possibili uscite dal’UE?
‘Le derive centrifughe dall’Europa, nel caso dell’Olanda potrebbero esser spinte da utopie anacronistiche di riconquista di canali commerciali autonomi, per i paesi dell’est Europa dalla volontà di non restituire all’UE i molti vantaggi già ottenuti con l’allineamento con i partner economicamente più forti: in questo secondo caso avrebbero anche ripercussioni geopolitiche, con possibili ritorni nell’orbita del sistema Russia. Detto questo, l’effetto dominino non è mai scongiurabile in toto in quanto alimentato da populismi ed interessi egoistici nazionali: potrebbe tuttavia essere contenuto da una linea ‘dura’ dell’Europa nei confronti del Regno Unito che dia a tutti i 27 partner e ai mercati internazionali, sempre attenti osservatori e ‘scommettitori’, un messaggio di non debolezza, di una volontà di ancora maggior coesione nel credo europeo’.
E la Scozia?
‘Personalmente non credo nella permanenza nell’Unione della Scozia con la Brexit in corso: più plausibile che anche Edimburgo esca con la Gran Bretagna e che poi, dopo una possibile, benché improbabile scissione, possa chiedere come paese dotato a quel punto di sovranità autonoma l’ingresso nell’UE’.
Sono soprattutto i giovani i più delusi dalla Brexit.
‘Le nuove generazioni avranno la grande opportunità di fare quelle scelte che i loro padri non hanno avuto il coraggio di compiere: essere uniti nell’Europa dei popoli per essere vincenti a livello internazionale. La decisione della Brexit è un ormai un dato di fatto: credo però che abbia generato maggiore consapevolezza dell’importanza dell’Unione, fondata non solo sulle quattro libertà fondamentali (libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali) ma anche su valori comuni che, malgrado le differenze linguistiche, fanno sempre più da spinta all’integrazione’.
San Marino sta trattando l’ingresso nell’UE. Quali i vantaggi e quali, eventualmente, gli svantaggi?
‘San Marino deve stare in Europa non solo perché non avrebbe più senso, né logico né economico, l’isolazionismo, ma perché è necessario andare verso una internazionalizzazione più evoluta. Tutto questo è possibile a patto che l’Europa non consideri San Marino, Andorra e Montecarlo come entità di serie B. A fronte dei grandi e coraggiosi passi in avanti fatti da San Marino in campo bancario, finanziario e fiscale sarebbe necessario da parte dell’Europa assegnare alla Repubblica un ruolo maggiore nei processi decisionali proprio nell’ottica di una nuova strada che vada al di là della dimensione territoriale’.