“Il 67,5% dei giocatori in Serie A sono stranieri e non ci sono abbastanza opportunità per i giovani italiani”

Il presidente della FIGC Gabriel Gravina ritiene che non ci siano abbastanza opportunità per i giovani italiani in Serie A, con molte squadre che puntano sulla qualità nel breve termine e giocatori stranieri molto in vista.

Parlando alla stazione radiofonica italiana Radio Anch’Io Lo Sport, Gravina ha espresso i suoi pensieri sulla situazione dei giovani giocatori italiani in Serie A, che quest’estate è stata oggetto di molti controlli.

La cessione dell’Inter Cesare Casadei al Chelsea è stata solo l’ultima mossa per un giovane talento italiano all’estero, con molti critici che hanno suggerito che i nerazzurri sembravano più disposti a incassare il 19enne piuttosto che coltivare la sua crescita come giocatore.

Le storie di successo per i giovani italiani in Serie A non mancano, ma allo stesso tempo resta la sensazione che rispetto ad altri campionati la Serie A sia molto indietro in questo senso, ed è questo il parere di Gravina.

“Mi sembra che la stagione sia ricominciata con squadre che hanno trovato un utilizzo molto limitato di giovani, purtroppo”, ha detto.

Ha continuato: “Al primo turno, il 67,5% dei giocatori erano stranieri”. “C’erano uno o due italiani in campo in alcune partite importanti”.

Ha poi osservato che “alcuni dei migliori giocatori in Italia stanno iniziando a diventare attraenti all’estero. Dimostra che il talento c’è e che forse queste squadre sono più brave a vederne il valore”, forse facendo eco alla posizione di Cassady.

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Celestino Traglia

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